Dal bancone · 29 ottobre 2026

Dehors bar: costi, ricavi e quando conviene davvero tenerlo aperto

Dehors bar: costi, ricavi e quando conviene davvero tenerlo aperto — immagine generata con intelligenza artificiale
Immagine generata con intelligenza artificiale (AI Act, art. 50). Scena di esempio, non un locale reale.

Sedie fuori, tavolini al sole, spazio che non basta mai nei mesi giusti. Il dehors va di moda, ma molti baristi si chiedono: quanto rende davvero? Quando tenere aperto il dehors conviene e quando invece è solo lavoro in più?

Dehors bar: ricavi e costi veri

Ipotizziamo un bar di città, zona vivace ma non centro storico. 8 tavoli fuori, massimo 32 coperti. Nei mesi "buoni" (aprile-settembre), il dehors lavora soprattutto nei weekend, con colazioni, aperitivi e qualche pranzo veloce.

Quanto incassa il dehors?

Facciamo due conti:

  • Colazioni: sabato e domenica, ipotizziamo 20 clienti al dehors (caffè+cornetto: media 3,20€) = 64€ a mattina.
  • Pranzo: pochissimo. Diciamo 4 tavoli occupati (scontrino medio: 8€) = 32€.
  • Aperitivi: dalle 18 alle 21, 4 turni da 8 persone (tavolo pieno), scontrino medio 6€: 8x4x6=192€.

Totale ipotetico weekend: (64+32+192) x 2 = 576€. Escludiamo i giorni feriali in caso la zona lavori poco fuori dall’orario dell’aperitivo.

Costi senza sorprese (ma ce ne sono sempre)

  • Canone occupazione suolo: ogni Comune cambia, facciamo 1000€ l’anno per un dehors medio.
  • Riscaldamento/infrarossi: un kit base costa sui 500€, a gas/metano, cui sommare il consumo (circa 2-3 bombole/mesi freschi: 60€/mese).
  • Personale: se il dehors richiede un cameriere di supporto solo per aperitivi (3 ore x 24 weekend, 10€/h): 720€ totali stagione.
  • Manutenzione/mobili: mettere in conto 300€ l’anno per sedie rotte, tovaglie, copri tavolo che si rovinano.
  • Pulizie: tempo extra alla chiusura, magari mezz’ora in più al giorno. 150€/mese considerando l’onere interno o una ditta, in stagione.
  • Copertura/tende: costo una-tantum, sui 1500-3000€, ma da spalmare in 5+ anni.

Totale costi ricorrenti stagione (aprile-settembre): circa 2500-3000€ tra canone, staff, consumi e usura.

Va fatto solo per la facciata?

Un dehors ben gestito porta gente e rende più "ricco" il bar, anche solo a vedersi. Ma non va pensato solo come vetrina: lavare, mantenere e gestire tavoli fuori costa energia e soldi. Conviene solo se si riempie almeno nei momenti top del giorno e se il personale regge i turni extra. Se i tavoli sono spesso vuoti, meglio puntare sulla sala interna e ampliare fuori solo in occasioni vere (feste, eventi di quartiere, mercatini).

Quando conviene tenerlo aperto: focus su orari e stagioni

L’importanza del meteo e della zona

Il dehors ha senso solo se c’è traffico pedonale sufficiente e clima gestibile. Se in inverno ci passano pochi a piedi o tira vento gelido, spalancare le tende ha senso solo per chi fuma o in eventi particolari. Nelle vie con molti uffici, anche i giorni feriali di mezza stagione possono andare forte a pranzo.

Mesi "produttivi" e settimane morte

  • Aprile-maggio, settembre: temperature miti, gente che cerca il sole. Qui si può aumentare la vita utile del dehors con stufette o plaid (circa 80% rispetto all’estate piena, esperienze reali).
  • Giugno-luglio: top per affluenza, ma occhio alle ferie. Nel deserto di agosto, nessuno fuori (meglio chiudere dehors o lasciarlo a prendere aria per far girare clienti estivi). Agosto in città può essere un bagno di sangue.
  • Ottobre-marzo: se il dehors serve solo pochi clienti, meglio chiuderlo, risparmiando su pulizia e manutenzione.

Orari chiave

  • Mattina (8-11): vale nei pressi di scuole, uffici o visite di quartiere. Altrimenti poco movimento.
  • Pranzo (12-14): ideale se ci sono aziende o fiere vicine. Se la zona è residenziale o morta, poco da fare.
  • Aperitivo (18-21): qui il dehors fa la differenza. Gente che vuole vedere chi passa, bere fuori, mangiare in relax.

I piccoli trucchi per non perderci

  1. Occhio ai numeri veri: Segna ogni giorno quanti tavoli fuori, incasso nel dettaglio. Bastano foglio Excel, blocchetto, o meglio ancora Capobanco (fa tutto assieme, anche per chi ha pochi minuti).
  2. Valuta il clima e il contesto: Vai all'essenziale: se fuori piove da una settimana, sfrutta solo la sala interna. Non coprire di costi inutili il dehors d’inverno se non hai copertura termica adeguata.
  3. Equipaggia in base a quanto riempi: Meglio 6 tavoli ben serviti e pieni che 10 abbandonati a sé. Meno pulizia, più efficienza.
  4. Non regalare spazio: Se paghi il suolo pubblico, sfruttalo davvero. Altrimenti, riduci i metri quadri, risparmi e non lavori per niente.
  5. Sfrutta eventi o promozioni: Un brunch la domenica fuori, una serata quiz, una piccola degustazione: quando la zona lo permette, fanno ripartire fuori anche in settimane più fiacche.

Dehors e gestione pratica: il bilancio tutti possono farlo

Per valutare se un dehors conviene, la vera domanda è: quanto incassa ogni tavolo fuori in più rispetto ai costi? Prova a segnare solo una settimana "tipo" (magari usando Capobanco per fare il totale dei tavoli serviti) e poi confronta con i costi fissi e variabili di quella stessa settimana. Se già a ottobre il dehors è spesso vuoto, chiudilo e torna a gestire staff e spese solo sulla parte interna.

In sintesi: il dehors non è obbligatorio

  • Aggiunge valore se riempi spesso i tavoli fuori, soprattutto nei week-end e per aperitivi.
  • Mantenerlo aperto "sempre" conviene solo ai bar nelle vie giuste. Per tutti gli altri, meglio stagionalizzare.
  • Fai i conti almeno ogni mese: se copri i ricavi con i costi aggiuntivi (personale, pulizie, tasse), tienilo. Altrimenti, valuta di ridurre o chiudere quando serve.

Vuoi vedere come tenere traccia facile di vendite tavoli, turni e costi del dehors? Guarda come funziona Capobanco o dai un’occhiata ai prezzi. Ma alla fine resta questo: un dehors va fatto se produce vero margine. Altrimenti, meglio pochi tavoli ma sempre pieni.

Domande frequenti

Serve davvero un cameriere in più solo per il dehors?

Dipende da quanto è distante dalla sala e da quanto si riempie. Se il personale già in sala riesce a servire fuori senza allungare troppo i tempi, puoi risparmiare. Se invece i tavoli si riempiono spesso e lontano dall'interno, meglio un aiuto anche solo nelle ore clou (aperitivi o brunch).

Come calcolo i ricavi reali del dehors rispetto all’interno?

Devi segnare ogni incasso, almeno una settimana tipo. Tieni separato l’ordine fatto fuori e quello fatto dentro. Può bastare segnare a penna o tirare fuori i dati dal gestionale: così capisci se i soldi in più valgono il lavoro extra fuori.

Ha senso tenere il dehors aperto anche in inverno con le stufe?

Solo se c’è abbastanza gente e il clima lo permette, ad esempio in piazze molto frequentate o per eventi. Spesso, i costi delle stufe e della pulizia superano i ricavi dei pochi tavoli occupati. Conviene più stare chiusi fuori, oppure sfruttare solo giornate di sole o momenti particolari.

Questo articolo è stato scritto con l'aiuto di un'intelligenza artificiale e verificato da un controllo di qualità editoriale, come tutto quello che pubblica Capobanco (la nostra policy AI). Se qualcosa non torna: ciao@capobanco.com.

Leggi anche

Come lo fa Capobanco: Numeri e report.

Scopri Capobanco →